PAGINA: BIOGRAFIA
PREMESSA
E' vietato appropriarsi della biografia del sito
in quanto scritta da Loredana Fabbrizio
DANILO SACCO: UN UOMO D'ONORE

SONO COLUI CHE CERCA ...
Si potrebbe iniziare con la data di nascita di Danilo Sacco ...
6 giugno 1965 ... ma lui forse non sarebbe d'accordo
perchè ...
Danilo:
"Il tempo è un valore assolutamente relativo,
per usare un termine caro ad Einstein.
L'unico valore assoluto, per se stessi,
è il tempo che ci si sente dentro.
Da questo punto di vista, non sono mai nato
e non morirò mai."
"Mi piacererebbe incontrare Albert Ainstein e chiedergli
se è possibile incontrare un personaggio del passsato ...
viaggiando indietro nel tempo!"

La musica è sempre stata una grande passione per Danilo.
Si sente un privilegiato, poterla esercitare come professione.
Per lui la musica è "creazione." La cosa che più lo avvicina a Dio!
Una sua grande soddisfazione è quando sale sul palco.
Si sente ripagato dalla fatica accumulata dai tanti spostamenti.

Se gli si chiede di dare un voto da 1 a 10 all'importanza del suo lavoro,
lui senza esitazione da un voto molto alto!
Oltre ai tantissimi concerti, per Danilo
ci sono le ore passate a studiare:
a volte poche, altre volte, parecchie.
Sin dall'inizio Danilo ha avuto una gran voglia d'imparare,
voglia che non ha mai perso, grazie anche alla sua grande umiltà!

I suoi genitori: Letizia piemontese e Pietro ligure,
lo hanno educato al rispetto verso gli altri.
Danilo:
"La mia infanzia, è stata a volte felice,
a volte triste, come per tutti del resto.
Ringrazio ancora la mia famiglia che mi ha educato
con una certa disciplina e a volte con rigidità."
" Umanamente la figura più possente ed importante
della mia vita, è stato mio zio materno."
Ma non lo hanno anche mai ostacolato
dal suo desiderio di fare musica.
Anzi è avvenuto esattamente il contrario,
perchè come dice sua mamma:
"non bisogna ostacolare un figlio, ma appoggiarlo
e cercare di aiutarlo sempre."
Così già a sei anni, andava a cantare
nel coro della chiesa del suo paese.
Ma a quell'età non pensava di certo che un giorno
per lui sarebbe diventato un lavoro ...
Danilo:
" La vera passione per la musica è nata dopo.
Ero innamorato perdutamente di una ragazza
della mia classe nelle scuole superiori.
Lei suonava bene la chitarra e nel tentativo di "agganciarla"
imparai anch'io ... non funzionò."
Ma col tempo mi accorsi che suonare era la cosa che volevo di più
di ogni altra al mondo e così ho continuato.
Oggi forse senza musica, non potrei vivere,
anche se non potrei vivere solo di musica ...
E' la cosa più importante che ho,
dopo gli amici e la mia famiglia ovviamente.

A 17 anni con un gruppo di compagni di scuola
diede vita ai Blue Alternativa ...
dopo è stata la volta degli Under Fire
e dalle ceneri di questo complesso è nata la Comitiva Brambilla ...
Danilo:
"E stato un periodo bellissimo.
Anni di musica nei pub di mezza Italia
e dei compagni fraterni.
E' una scuola che mi è servita molto.
La Comitiva rimarrà sempre nel mio cuore.
Loro sono davvero importanti per me ...
E ripeto: amici con cui condividere tanti sogni e tante passioni ...
viaggi, avventure, musica, divertimento"!
Nel 1992 Beppe Carletti tastierista dei Nomadi,
perde un amico, anzi un fratello,
Augusto Daolio, con cui aveva
fondato tanti anni prima, il gruppo.
Distrutto dal dolore Beppe, vuole abbandonare tutto.
Allora Red Ronnie (ancora oggi grande amico dei Nomadi)
invitò, per quattro volte consecutive al "Roxy Bar"
i superstiti del gruppo e la trasmissione
toccò punte altissime di ascolto.
Alla fine, il presentatore, stimò in oltre quindicimila le telefonate
e i messaggi che erano arrivati alla trasmissione
per invitare Beppe e gli altri a non mollare.
Fu sicuramente l'affetto del pubblico che li spinse a ripartire.
Però, dovevano trovare un altro cantante,
uno all'altezza della situazione ...
impresa assai difficile anzi quasi impossibile.
Come si poteva pensare che un altro
avrebbe sostituito nel cuore dei fans, Augusto?
Intanto Danilo, svolgeva la sua vita di sempre,
ad Agliano Terme, suo paese di nascita
nell'astigiano, diviso tra il lavoro "ufficiale"
che cambiava spesso ... prima magazziniere,
poi contadino e manovale ...
e il piacere di fare musica ...

Danilo:
"L'idea di far parte di un monumento della musica italiana
era lontana da me, milioni di anni luce.
Con il mio gruppo, ebbi modo di suonare più volte, anche a Parma,
la città dove viveva Cico Falzone.
Una cassetta della Comitiva, finì quindi nelle mani del chitarrista dei Nomadi
che mi chiamò ... dicendomi se volevo incontrare lui e Beppe,
perchè avevano delle cose da dirmi ...
mi sentiì svenire ...
Feci molta fatica a lasciare il mio vecchio gruppo.
Fra noi c'era un forte affetto,
ma questa sfida era così importante che non avrei MAI
potuto rifiutarla.
Ed ha cambiato meravigliosamente la mia vita.
Sono nel più importante gruppo italiano,
una pietra miliare della musica del nostro Paese."

Beppe:
"Sono andato a sentirlo personalmente
insieme a Cico, in Veneto, in una birreria.
(in via Carletti ... quando si dice il destino)
Noi chiaramente stavamo cercando
un cantante e da quel giorno è nato tutto.
Siamo andati a colpo sicuro senza cercare
altri.
Danilo è stato l'unico ... l'unico perchè
non mi piacciono i provini ... capito che faceva
al caso nostro, abbiamo scelto lui."

Poco tempo per provare ... e diventò subito nomade ...

era il 13 marzo 1993
il luogo del concerto un paesino della provincia di Trento
situato vicino a un lago:
Levico Terme.

RITORNI Parte stasera da Levico la nuova serie di concerti richiesta da seguaci d' ogni eta' TITOLO: I Nomadi in tour, a furor di fans Beppe Carletti: "Diceva Daolio che siamo come l' Uomo Ragno, non moriamo mai" - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - -
"Sarebbe stato troppo facile smettere". Schietto, Beppe Carletti spiega il ritorno in tour dei Nomadi dopo la morte del leader e cantante Augusto Daolio, lo scorso ottobre. In questi mesi il dubbio se continuare o no e' stato costante nella testa del tastierista 45enne ormai restato l' unico musicista della formazione originale, on the road dal ' 63: "Temevo che la gente che ci aveva seguito per trent' anni amando immensamente Augusto potesse non vedere di buon occhio il nostro proseguire l' avventura senza di lui. E invece sono stati proprio i fan a convincermi a non mollare, ad andare avanti". Rinfrancato da una valanga di lettere e telefonate di fan dai 13 ai 45 anni, e forte d' un repertorio di 200 canzoni, Carletti ha anzitutto scelto non una ma due nuove voci per il gruppo: "Due artisti che sulla scena cantano ma suonano anche in un certo senso per non sostituire Augusto che aveva una voce universale e levare di mezzo la possibilita' di sgradevoli tentativi d' imitazione". I due nuovi Nomadi sono Francesco Gualerzi (30 anni, chitarrista e sassofonista di Montecchio) e Danilo Sacco (28 anni, chitarrista di Agliano). "Francesco lo conosco da anni, Danilo me l' hanno segnalato che cantava in una birreria". Gli altri Nomadi, oltre a Carletti, sono Daniele Campari (batterista, nel gruppo dal luglio ' 90), Cico Falzone (chitarrista, dal luglio ' 90) ed Elisa Minari (bassista, dal giugno ' 92 dopo la morte in un incidente stradale di Dante Pergreffi). Ricorda ancora Carletti: "Ad Augusto piaceva negli ultimi tempi ripetere: "I Nomadi sono come l' Uomo Ragno, non possono morire mai". Sperava con tutte le forze che la filosofia e gli ideali dei Nomadi non finissero in polvere: davvero un ottimo motivo per non abbandonare il campo". Si rammarica che qualcuno abbia voluto vedere della furbizia dietro l' uscita lo scorso Natale dell' Lp "Ma che film la vita" in cui si ascolta la voce dello scomparso Daolio: "Sono discorsi che mi hanno molto ferito. Pazienza. Anzi, in giugno ne uscira' un altro con nove canzoni tutte cantate da Augusto". E promette: "Non vogliamo cullarci sugli allori del passato, scriveremo nuovi brani per un disco da pubblicare all' inizio del ' 94". I Nomadi debuttano stasera al Teatro Tenda di Levico in provincia di Trento dove 30 anni fa il gruppo tenne uno dei primi concerti. Dice Carletti che per la prima volta salira' sul palco senza Daolio e ricevera' due dischi d' oro per le vendite di "Ma noi no" (130 copie) e di "Ma che film la vita" (160 mila): "Ogni canzone sara' dedicata ad Augusto, da "Suoni" alla sua adorata "Io vagabondo". Il 18 i Nomadi saranno a Lugo, il 19 a Campi Bisenzio, il 20 a Carpenedolo, il 24 a San Giovanni Lupatoto, il 25 a Codogno, il 26 a Domodossola, il 27 a Caraglio; il 4 aprile a Bergamo, l' 8 a Monfalcone, il 9 a Parma, il 17 a Riccione, il 27 a San Bonifacio.
Pozzi Gloria
Danilo:
"Tutti questi anni sono volati via come un soffio di vento,
tra paure, ansie, sensi spesso di inadeguatezza
e voglia di essere accettato.
A Levico Terme, fu senza dubbio
una serata che mai dimenticherò,
in tutta la mia vita:
una paura indescrivibile ed una grande concentrazione.
Ero incredulo, nel vedere davanti a me
così tanta gente.
I primi tempi sono stati difficili, lo ammetto,
ma tutto poi è andato per il verso giusto:
viaggi, anche in luoghi lontani,
incontri con persone in tutta Italia e nel mondo,
che mi hanno fatto vivere esperienze indimenticabili
e che mi hanno maturato e aperto la mente.

Ho sempre decisamente rifiutato il confronto con Augusto,
prima di tutto per rispetto nei suoi confronti
e poi perchè non volevo essere la copia di nessuno
ma solo ME STESSO.
Non ho mai conosciuto Augusto
e non ho mai usato il suo nome
e la sua memoria a sproposito.

Quando ho appreso la notizia della sua morte,
suonavo con il mio gruppo in un locale.
Per ricordarlo abbiamo cantato <Io Vagabondo>
Volevo essere accettato per come ero e per come sono
e nient'altro.
Ovvio che per me è un onore sentirmi dire
che sono il suo erede, ma Augusto era un artista
nel vero senso della parola.
Mentre io solo un cantante che ha ancora
molto da imparare.
Non sono un artista! Mi sento più vicino
al lavoratore del circo, al menestrello,
al musicista di strada."

Danilo:
"In passato avevo pensato di lasciare i Nomadi,
perchè la pressione era tanta per un sempliciotto
come me.
Non mi sentivo all'altezza di proseguire una storia
così importante.
La mia estrazione è sostanzialmente quella di un contadino
e mi sono dovuto confrontare con una situazione nettamente
più grande di me.
Era un periodo molto brutto della mia vita.
Quando sei in difficoltà, vedi sempre tutto nero.
avevo necessità di voltare pagina e ricostruirmi
come persona. Poi ho capito che proprio i NOMADI
mi stavano dando una mano per superare questo momento
e mi sono sentito ... a casa!!!
Senza i Nomadi e la grande famiglia che ci circonda
sarei finito male, lo sento."

L'enormità del compito assegnatomi mi faceva paura
ed ancora oggi mi fa paura, ma del contadino
mi è rimasta la testardaggine e la fedeltà alla parola data
e sono andato avanti.
Ancora oggi ringrazio chi ha avuto fiducia in me perchè
mi ha dato forza e ringrazio altresi chi non ha avuto fiducia
in me perchè mi ha dato forza ugualmente".

Beppe:
" Di Danilo parlano i fatti.
Tutti questi anni di Nomadi,
in un grande crescendo, meritato
e fortemente voluto.
Caratterialmente a volte forte,
a volte fragile, come tutti
i grandi artisti, ma la responsabilità
è tanta e Danilo ne è consapevole.
Sul palco non si risparmia e,
questo penso che il pubblico
lo recepisca, certo che di forza
ne ha avuta tanta, nei primi anni,
superando momenti difficili,
affrontando un pubblico che urlava,
continuamente il nome di Augusto.
C'è qualcuno ancora che gli chiede
se Augusto era suo padre ...
Il resto lascio giudicare ad altri.
Io non posso che parlarne più che bene,
e mi auguro che questa bellissima
e unica storia, possa continuare
ancora per anni con Danilo,
ma anche con Cico, Max, Daniele,
Sergio!"

Il cantante deve essere vulnerabile, per farsi strumento e comunicare!
Tutte le sere ... per oltre cento giorni l'anno,
canta brani nuovi e, brani che fanno parte della storia nomade
da decenni ormai ...

Danilo:
"Dei Nomadi ce ne sono molte ancora di canzoni
che vorrei cantare e lo farò!
Sempre del repertorio nomade,
ci sono brani a cui sono particolarmente legato.
Adoro L'atomica cinese ...
La canzone della bambina portoghese ...
Goodbye ... Uno come noi,
che Massimo interpreta meravigliosamente.
Mi pace parecchio ... Stagioni.
E tante altre ...
Definire la musica attuale dei Nomadi,
non è difficile. E' musica e basta,
che cerchiamo di proporre con stile
e freschezza ma soprattutto con grande onestà
d'intenti, e rispetto verso chi ci viene a sentire.
Ma è anche musica in continua evoluzione,
perchè la costante dei Nomadi è proprio questa:
mai fermarsi, mai fossinizzarsi. Essere insomma
CURIOSI!"

"Possiamo ancora migliorarci e questo
è uno dei segreti della longevità del gruppo.
In questi anni abbiamo fatto un salto
qualitativo, tanto umanamente, per le tante
esperienze di vita, vissute, che musicalmente.
Quindi spero che i Nomadi continuino
a migliorare per altri trent'anni!
L'importante è non sentirsi arrivati
e noi al contrario ci sentiamo ancora
molto ignoranti."

"Oggi i Nomadi sono un movimento di idee,
e ciò lo si deve a quello che hanno fatto Augusto,
Beppe e Dante.
Da lì si è creata la base.
Tutti quelli che sono passati nei Nomadi,
hanno avuto un ruolo importantissimo.
Tutti nessuno escluso!"

"In questi ultimi tempi anche la tv si è accorta di noi.
Era impossibile far finta di niente ancora per molto,
di fronte a vendite e presenza ai concerti: sempre più
massicce. Ma non siamo molto adatti al mondo patinato
della televisione. Siamo poco inclini ai compromessi e
poco accomodanti al potere dei mezzi di informazione
di massa. Non siamo ruffiani e diciamo sempre
ciò che pensiamo. Sappiamo che la tv è importante a livello
di immagine ma spesso tende a globalizzare e livellare
tutto ciò che le passa sotto mano, mentre noi siamo ben consci
ed orgogliosi della nostra individualità.

Se gli si chiede ...
sempre facendo il "giochetto" dei numeri,
da uno a dieci quanto darebbe all'amore
e quanto all'amicizia...
senza esitazioni dice:"all'amore dieci e all'amicizia undici!"
Infatti una delle cose alle quali non potrebbe
proprio rinunciare sono gli amici, quelli veri!

Quando invece gli si chiede cosa ne pensa dell'amore,
risponde con i versi di una canzone di Massimo Bubola :
"Come la pioggia, anche l'amore
rinfresca una stagione ostile.

Danilo:
L'amore è un sentimento meraviglioso.
Un motore di una potenza incredibile.
Tira fuori il meglio di te."
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"Il regalo più bello da fare ad una donna ...
è il proprio cuore".
Chiara:
"Danilo è un grande artista: quando è sul palco
da tutto se stesso, non si risparmia
per il suo pubblico, di cui nutre il massimo rispetto.
Io sono innamorata della sua voce:
penso che migliora giorno dopo giorno.
E' molto umile ed ha una grande bontà d'animo:
ha sempre una parola
buona e giusta per chiunque.
Quando riesce a stare nel suo nido, per qualche giorno di fila,
si chude nel suo mondo: con i suoi libri,
con la sua musica, con i suoi film e con il suo bigliardo.
Lo capisco perchè è sempre in giro per lavoro.
La cucina è la sua grande passione.
Per lui è un pò come la musica, bisogna lavorarci con calma,
mai con la fretta.
Il suo più grande difetto e il suo più grande pregio?
La tolleranza!"

E poi un pensiero va ai fans.
Si rammarica di non dare loro...
tutto quello che invece loro danno a lui.
Anche se ogni volta cerca di metterci
tutta la buona volontà di questo mondo!

Per Danilo,
è una gioia ogni sera conoscere persone
che lui chiama "amici",
accumunati dal desiderio di musica
e di migliorare se stessi e il mondo che li circonda!

Danilo:
"Sono le centinaia di migliaia
di Nomadi in tutta Italia che
ci sostengono, in ogni campagna
ed è soprattutto per merito loro
che ogni iniziativa, ogni volta,
diventa un successo di solidarietà
senza precedenti".

Danilo:
"Le soddisfazioni sono ogni sera
ai concerti e sono molto più grandi
che non le apparizioni in tv.
Chi paga il biglietto, per venirci a senire,
ha il diritto di avere più del massimo
da noi.
Il corretto posizionamento delle persone
ai concerti è in alto e i musicisti
ai loro piedi.
Senza gli amici che ci seguono,
noi non saremmo su un palco
e andremmo a fare un altro mestiere.

Danilo:
"Quando mi capita vado a vedere i concerti dei colleghi.
Ma credo che gli altri musicisti, non proveranno mai,
le emozioni, che ci da il nostro pubblico,
perchè è diverso!
Quando siamo sul palco, sappiamo che non siamo soli.
E' una sensazione troppo bella quella che si prova!
I fans dei Nomadi hanno la mente libera e ribelle".

"Per scrivere una canzone si parte dallo scavare dentro se stessi,
e dal conservare ciò che è l'emozione del vivere.
Bella o brutta che sia.
Una canzone non può essere matematicizzata.
C'è chi per scrivere, parte dalla musica, oppure da un testo
od anche da una sola parola, da una linea di batteria
o da una bella progressione di accordi, ma questa è solo tecnica.
Se non c'è niente dentro, non scrivi belle canzoni ma solo canzoni."

Cerca sempre di non mentire,
di non risparmiarsi mai, e di non arrendersi mai.
La sua pazienza è infinita!

Danilo:
"Sono un uomo molto paziente.
Sono capace di lavorare per anni
pur di raggiungere gli obiettivi che mi prefiggo
senza mollare mai una sola volta.
E lo Zen mi ha aiutato ad amplificare
ancora di più questo aspetto della mia personalità."
Una frase ZEN che ama ripetere è questa:
"Il naso è vicino agli occhi ma nessuno lo vede."
Danilo:
"Lo Zen non è solo meditare e rimanere imperturbabili,
ma anche incazzarsi quando è il caso
e liberare le proprie emozioni."

Il nome che ha assunto quando è diventato
monaco laico buddista è: Kakuen.
E vuol dire <zingaro perfetto>
Danilo:
"Ci sono un altro paio di significati ...
<nomade nella polvere del vento> ecc...
In sostanza sono semplicemente
colui che cerca ."

Danilo:
"So che posso dare ancora molto di più.
Migliorarsi è un dovere imprescindibile,
non solo nella musica ma in ogni settore della vita".

"Un mio grande desiderio sarebbe
quello di continuare a studiare.
Mi sarebbe piaciuto insegnare,
lo desideravo ardentemente. La vita
però ha deciso in modo diverso,
ma mi manca ancora oggi il non aver
studiato davvero.
Chissà che un giorno ...
A scuola andavo bene in letteratura e
diritto. Invece nello studio del tedesco
ho raggiunto i peggiori risultati.
Il voto più basso della mia carriera scolastica
è stato 1+ ... proprio in tedesco!"
<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<
Danilo:
"Senza la spiritualità l'uomo non è completo.

Fin da piccolo Danilo, era interessato
alle culture dell'estremo Oriente.
Nel chiuso della sua stanza,
divorava i libri che parlavano
di Paesi lontani ... ma vicini
a lui con la fantasia:
l'India, la Cina e più di ogni altro il Giappone!
Gli altri adolescenti, giocavano a pallone
con gli amici, e sognavano un giorno di
diventare dei grandi campioni.
Invece, lui praticava Karate e Aikido.
Ma a quell'età, aveva 15 anni,
non riusciva a capire il significato
profondo che andava
oltre le tecniche di combattimento ...
Gli anni passarono velocemente
e Danilo venne distratto da tanti altri interessi
e avvenimenti.
La passione per l'Oriente, rimase un lontano ricordo.
Danilo negli anni della gioventù,
era una persona molto diversa,
era pragmatico e aveva una grande passione
per la fisica quantistica, per l'astronomia
e per la matematica.
La ricerca della spiritualità non
rientrava nelle sue priorità.
Era molto vicino all'idea di Cartesio.

foto del fotografo Paolo Casadei
Prima del viaggio in India, a Dharamsala,
nel 1995, con i Nomadi,
dove ho incontrato sua Santità il Dalai Lama,
che mi ha colpito, tra l'altro, per i suoi occhi curiosi
e per il suo sorridere al mondo,
non ero molto credente,
consideravo l'uomo una sorta di macchina.
Ma durante quel viaggio,
in un periodo poco felice della mia vita,
mi è capitato qualcosa di particolare ...
sono rinato e la mia anima è stata guarita.
Il buddismo mi ha rasserenato.
E così mi sono avvicinato alla fede ... la fede
non solo in Dio, ma anche in se stessi!
Gli indiani d'America dicono : <Dio sta dentro
di noi e in ogni cosa che facciamo>.

Il castello che si era costruito, in quei pochi secondi ... crollò!

DANILO:
"A tutti noi piace crederci onesti, onorevoli, perfetti, ma spesso la realtà è diversa".
Così in lui pian piano nacque la voglia di migliorarsi ... di capire ... di conoscere ...

DANILO:
"Il viaggio in India, mi ha trasmesso un modo nuovo di vedere la vita,
più spirituale e sono diventato meno arrogante".
Al rientro, decise di frequentare una scuola buddista giapponese: ZEN SOTO,
sotto la guida del monaco Adolfo Soho Brunelli ...
BRUNELLI:
"Conobbi Danilo nel 1999, in occasione della venuta di sua S.S. il Dalai Lama
alla casa del Tibet di Votigno di Canossa.
Mi guardò in silenzio ... poi mi chiese dello Zen.
Io lo vidi dietro gli occhiali ed aveva due occhi insoliti e molto curiosi.
La musica, il canto, possono gridare negli animi di chi ascolta."
Gli fece capire che è del tutto inutile aiutare gli altri, se prima non si aiuta se stessi.
Così, Danilo inizia un cammini intenso ... fino a decidere l'ordinazione a Bodhisatva,
presso il monastero di Salsomaggiore, vicino Parma. Era il 17 gennaio 2003.
"L'impegno era preso per sempre".
....... per vedere l'articolo di giornale clicca quì sutto
sulla miniatura
DANILO:
"Il buddhismo Zen
mi ha riconciliato
con il mondo!"

foto del fotografo Paolo Casadei
Il buddismo tibetano, gli ha insegnato i valori della gentilezza,
dela compassione, dell'altruismo e la necessità di liberarsi
dal peso degli errori passati.
Combattere contro l'egoismo e la collera ...
un insegnamento elevatissimo, così difficile da mettere
in pratica nella nostra società occidentale!

foto del fotografo Paolo Casadei
DANILO:
"Bodhisatva non significa essere giunti alla fine del cammino, bensì all'inizio.
Si è persone del tutto normali con i pregi e con i difetti ... e da Buddhista
l'amore per la scienza è addirittura aumentato ..."

un angolo di casa a lui molto caro ...

DANILO:
"Non sono mai stato sul tetto del mondo,
ma ho visto tante foto, ho letto i libri,
ho parlato con tanti tibetani e nei loro occhi,
ho visto il Tibet".

"Credo di essere stato molto fortunato,
nell'aver avuto l'opportunità, di viaggiare,
in buona parte del mondo, grazie ai Nomadi,
e di aver conosciuto, persone, capi di stato,
religiosi ... che in altro modo non avrei
potuto incontrare.
Siamo stati in Palestina, pochi giorni prima
dell'assassinio di Rabin ...
Ci siamo recati nei campi profughi Kossovari
e ci siamo ritrovati di fronte a noi, persone,
con le armi e i mitra in mano.
E ti rendi conto che non è il telegiornale, cavolo,
quelle scene ce l'hai davanti a te ... sono reali.
Non è un film, un videogioco, ma è la guerra!
A Cuba, siamo andati nelle scuole, praticamente
non c'è analfabetizione, c'è una cultura pazzesca.
Trovi gente che parla quattro, cinque lingue.
A Cuba c'è tanta povertà, ma tutti hanno sempre
gli occhi sorridenti ... nessuno piange.
Nessun altro popolo, avrebbe resistito a tanti anni
di un embargo così feroce!
E dopo tutte queste esperienze, sono diventato più duro,
per tutte le ingiustizie che ho visto in quelle realtà.

DANILO E I VIAGGI
Il tempo è quello che è .......
e spesso i viaggi rimangono frutto della fantasia ...
L'Irlanda, con il verde, con la dolcezza
dei suoi paesaggi e con la sua capitale Dublino,
è il luogo, dove Danilo desiderebbe vivere ...
se non ci fosse il Monferrato!!!
Gli piacerebbe visitare Lhasa, la capitale del Tibet ...
E poi tutte le città del Giappone ...
e quelle fredde dell'Europa del nord ... la Scozia
... la Russia ... la Scandinavia ...
fino ad arrivare a Ulan Bator, capitale della Mongolia.
DANILO:
"Potrei trovare le mie antiche origini " ...

DANILO E L'IRLANDA:
"Amo infinitamente l'Irlanda
con la sua dolcissima capitale Dublino.
Questo Paese, tolti i vigneti della mia terra,
ricorda lo stesso paesaggio.
I colori sono magnifici:
il verde smeraldo della campagna ...
il blu indaco del cielo ...
La gente è dolce, gentile
e molto ospitale.
Loro hanno i folletti ...
e io li ho visti per davvero!
Ed hanno un patrimonio culturale
molto bello.
A Trinity College, a Dublino,
ci sono tra le migliori opere d'arte
del mondo!"

Ibn Battuta, sostiene che chi non viaggia
non conosce il valore degli uomini ...
Per Danilo,come abbiamo già detto,
nel corso di questi anni sono stati parecchi
e, anche molti ricordi sono rimasti nella sua mente:
bambini che si leggeva nei loro occhi
tutta la sofferenza ...
case di lamiera ... capanne ... montagne ...
mari ... campi di grano ...
colori impossibili da descrivere ...
le gioie condivise ... la musica!
Sostiene che il "tuffarsi"
nella realtà di un popolo sia importante
per la propria crescita interiore.
DANILO:
"Ci si deve immergere totalmente
nella cultura del luogo
e ci si deve far violentare da essa".
Più che le foto, probabilmente, conserva nel profondo del suo cuore,
i ricordi dei balli a Cuba ... l'orgoglio dei guerriglieri chiapanechi
... il misticismo dell'India ... il sole della Palestina ... la dolcezza
LA PALESTINA VISTA DA DANILO ...
DANILO:
" Non dobbiamo dimenticarci i problemi
ancora irrisolti del popolo della Palestina.
A Gaza mancano scuole e ospedali
e i tanti campi profughi sono delle piaghe aperte!
Come succede sempre, sono gli strati più deboli
della popolazione a pagarne le conseguenze.
L'adozione a distanza può essere un formidabile strumento
nelle mani di ciascuno di noi,
per dare un aiuto concreto a chi in Palestina,
ha bisogno non delle solite parole, ma di
fatti concreti, soprattutto i bambini!
Loro sono il futuro di quella terra martoriata,
ma nello stesso tempo nobile e antica.
Da cui possiamo trarne valori e insegnamenti."
RITORNANDO A CUBA INVECE ...
DANILO:LA REALTA' CUBANA ...
Se vai a Cuba ...
puoi trovare qualcuno che ti spiega in parole semplici
le contraddizioni di questa splendida isola ...
"Il socialismo in un altro Paese
può sembrare noioso ...
ma a Cuba, c'è il sole, il caldo, la musica,
il ballo, il mare, le ragazze ..."
"A Cuba coesistono due realtà perallele e diverse che,
per assurdo, qualche volta convergono.
C'è la realtà dei turisti, dell'arroganza dei dollari
e c'è la realtà della gente comune, delle scuole.
L'alfabetizzazione è più alta di quella dell'Italia.
Ci sono le organizzazioni culturali e la sanità è garantita.
I livelli di mortalità infantile sono tra i più bassi al mondo.
Loro sono un popolo di ex schiavi,
che sa cosa vuol dire la sofferenza.
La musica è nel loro DNA ...
i cubani hanno ritmi intensi e atipici,
che loro eseguono
con grande naturalezza e che noi europei
facciamo fatica a vivere.
Poi, una volta entrati nel loro mondo,
incominci a interpretare e il tuo
background si arricchisce.
E' un ritmo molto vicino ai movimenti del cuore,
perchè i cubani suonano
con il cuore oltre che con lo stomaco.
Un ritmo sempre in battere,
molto legato alle danze tribali, mentre
noi siamo abituati al levare
figlio della tradizione angloamericana.
Quì bastano due bastoni e una latta
per fare musica; ci sono ragazzini di
sette anni che darebbero lezioni
a tanti nostri batteristi leccatini.

L'ESPERIENZA IN CHIAPAS
DANILO:
"Dopo un viaggio di otto ore, sullo sterrato nella foresta ...
una volta sceso dalla macchina mi sembrava di essere
una scolopendra vivente!!!
Però, dopo dieci minuti al di la della stanchezza fisica,
la natura incredibile: bellissima ... ti conquista!
E poi, la gente vera, meravigliosa!
Ricordo di aver dormito mentre veniva giù una pioggia torrenziale,
(di quelle tropicali)
in un capanno senza porte, ne finestre, con un sacco a pelo.
A un certo punto ho visto arrivare i nostri accompagnatori,
i quali si raccomandavano di stare attenti
agli scorpioni ...!"
IL TIBET DESCRITTO DA DANILO
(Tratto dal libro di Ricky Tricomi "Noi popolo nomade")
"Il Tibet è una terra di tale bellezza da mozzare il fiato.
Una bellezza che invano gli eserciti
conquistatori cercano di distruggere.
Fra le sue montagne si celano segreti inaccessibili
e sotto le sue nevi cova
un fuoco che non si può spegnere,
in quanto è il fuoco stesso del mondo.
Lì si può trovare se stessi e si può trovare l'amore,
la fede, la vita,
si può conversare con Dio.
E' il luogo del sogno, della reminescenza,
della poesia assoluta,
dell'armonia fra tutte le cose, sede di una cultura
inarrivabile, altissima.
E' il luogo dove il vento parla al cuore degli uomini
e l'acqua è lo specchio
delle loro migliori virtù;
dove il cielo è una vertigine di luce ed i suoni
delle nuvole sono le speranze del mondo che cantano.
Sembra impossibile
che alcuni uomini vogliono distruggere
tutto questo, ma è quello che accade.
Il Tibet ed i tibetani hanno bisogno
di non essere dimenticati ...
Se perdiamo il Tibet, perdiamo noi stessi,
ed i nostri sogni non avranno
più un posto dove andare!"
Danilo
L'INDIA.
(Tratto dal libro "Coi piedi a terra e gli occhi al cielo di Antonio Accardo)
Danilo:
"L'India è un paese meraviglioso, dove però i contrasti
sono più forti. Lì non vedi grigio, vedi il bianco o il nero,
ci sono contrasti spaventosi, non ci sono chiaroscuri.
Lì c'è la morte e la ricchezza, l'intolleranza
e la non violenza più totale.
L'India ha dato al mondo forse il più grande personaggio,
o almeno uno dei più grandi del ventesimo secolo, Ghandi.
Eppure l'India ha la bomba atomica,
però qualcuno muore di fame per strada,
è ricchissima di cultura ma divisa in caste,
c'è la miseria, la fame.
Però un viaggio in India è consigliabile,
perchè torni poi a casa con una diversa visione della vita,
completamente cambiata.
Per me fu così, nel senso che dopo il 1995,
l'anno in cui siamo stati lì, ho incominciato
a vivere in modo diverso,
non so se migliore o peggiore,
non sta a me dirlo, ma sicuramente per me in meglio."
Danilo Sacco
d
DANILO:
"Nella vita troverai molte cose
che colpiranno i tuoi occhi,
e alcune che colpiranno il tuo cuore:
SCEGLI QUELLE."

DANILO:
Credo che la globalizzazione
è mantenere ciò che ci rende umani:
I DIRITTI UMANI!

Danilo:
I veri eroi del nostro tempo non sono
i calciatori e nemmeno i politici,
tantomeno noi musicisti,
ma le persone che faticano ad arrivare
alla fine del mese ... le persone
che possono essere messe per strada
dall'oggi al domani ...

Per Danilo il silenzio è molto importante ...
potrebbe stare chiuso in casa ... senza vedere nessuno ...
per giorni e giorni ...
"La voglia di silenzio mi ha riportato a vivere ad Agliano,
il paese dove sono nato.
Mi piace, perchè è un villaggio, non ha niente della città.
Ed è quì che lascerò il corpo quando avrò finito il mio compito.
Quando sono qui', recupero il rapporto
con la quotidianità e con la natura: mi piace leggere, pensare,
accendere il camino, scrivere, ricevere gli amici, veder crescere
le mie piante, giocare con i gatti e cucinare:
il cibo è fondamentale. E deve essere
cucinato con attenzione. Perchè se ti vuoi bene devi mangiare
bene!
Per me la vacanza è quì a casa mia ... ogni giorno in cui posso
meditare è una vacanza."

Danilo è profondamente fiero del "suo" Piemonte
e in particolare delle sue origini astigiane.
Neiente e nessuno riuscirebbe a portarlo lontano dalla sua terra.
Danilo:
"Amo raccontare la dolcezza infinita della mia terra,
i suoi profumi ed il legame profondo che mi lega
alle mie dolci colline ...
e al profumo del mosto, tutti gli autunni ...
E'un posto magico!"

Danilo:
"I miei difetti sono talmente tanti
che non basterebbe un giorno intero
per elencarli tutti.
Però ho imparato ad accettarli ed a cercare
giorno dopo giorno, di migliorarmi
sempre senza sosta.
Almeno ... ci provo!
Io sono così. Ho smesso di voler piacere
per forza a tutti. Ciò non è proprio possibile.
Qualunque cosa tu faccia, farai contente
alcune persone e farai scontente altre.
Non esiste, per me, l'assoluto, ma forse,
chissà, la virtù ed il segreto per una vita completa
sta proprio nel mezzo.
Sto bene con me stesso perchè ho imparato
a non prendermi sul serio.
Non ha senso per me guardare al passato.
E' uno spettro che troppo spesso condiziona
le menti delle persone.
Ho fatto cose ottime ed errori macroscopici,
ma dalla somma di tutto questo, oggi sono
quello che sono ed in fondo non mi dispiaccio
più di tanto.
Non voglio cancellare il dolore che deriva da ciò
che ho sbagliato. Io ho bisogno di quel dolore,
perchè è da quello che ho imparato come
ci si deve comportare. Quello che si deve fare
e quello che non si deve fare ..."

Danilo:
"Una cosa che odio è la fretta.
Da quella si generano:
violenza, intolleranza, lotte senza senso.
Sogno un giorno in cui l'intero genere umano,
decida di sedersi un attimo a riflettere veramente.
Ma a volte siamo troppo pigri per farlo e,
demandiamo agli altri, le responsabilità
che invece dovremmo fare del tutto nostre!"

Danilo:
"L'unica cosa che non si può
mettere in banca è il tempo ...
e allora bisogna consumarlo tutto!"

Tra le sue passioni la SCOZIA: con i suoi paesaggi,
con le canzoni di Stuart Adamson ...
e la musica celtica.

E poi il regby
è un vero amante della palla ovale ...
vive da sempre una passione profonda
per gli All Blacks, la mitica nazionale neozelandese.
Di questo sport apprezza soprattutto lo spirito ...
perchè dopo ogni colpo sanno sempre rialzarsi.
E' uno sport vero che lui definisce leale e da veri uomini.
DANILO:
"Gli All Blachs, hanno il concetto dell'onore
che viene prima di tutto e non si arrendono mai"!
DICEVA OSCAR WILDE:
"Il regby è uno sport da bestie giocato
da gentiluomini".
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I suoi più grandi amori musicali sono Peter Gabriel.....
che scprì alla metà degli anni ottanta, con la canzone "Shoch tho monkey", mentre era davanti alla tv, come milioni d'italiani a guardare il festival di Sanremo. La sua voce gli entrò subito dentro. E da quel momento per lui, esiste Peter Gabriel e ... dopo il resto del mondo! C'è da dire che adora questo artista, non solo per la sua musica, ma anche per la sua coerenza: per aver abbandonato un gruppo come quello dei Genesis, all'apice del successo e anche per essere rimasto, dopo averli lasciati, tanti anni senza fare un disco, perchè non aveva niente da dire. Il grande amore e rispetto per la musica è anche questo: lasciare il certo per l'incerto, rischiare e rimettersi in gioco per inseguire il proprio sogno!
Ama ripetere invece che ... se fa il cantante lo deve a Stuart Adamson |
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........il cantante scozzese scomparso anni fa .
Foto di STUART ADAMSON |
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Tra i cantanti italiani invece ha una grande stima per Massimo Bubola, suo grande amico.
DANILO:
"Massimo Bubola è sempre stato un mio punto di riferimento, un amico prima di tutto, e un compagno di bevute ... di saggezza e di buona musica. La sua è poesia pura!!!"
Ma altri artisti catturano la sua attenzione e anche altri generi musicali ... AC/DD - George Thorogood - John Lee Hooker - Joe Jackson - Jethro Tull ...
DANILO:
" I Jethro Tull, sono tra i gruppi che ho sempre ascoltato fin da quando ero ragazzo e considero Ian Anderson, uno dei più grandi musicisti in assoluto, nonchè uno di grande cultura e intelligenza."
E poi ... la musica classica, con Vivaldi, Bethoven, Mozart, Rossini, Bach, Listz ...
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DANILO: "La musica è divertimento, può essere futile ... banale ... ma se una canzone riesce ad avere un contenuto sociale e fa riflettere chi l'ascolta, allora diventa di più di una canzone ..."
<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<< Danilo: " La musica nutre più di ogni altra cosa ma non può essere tutto." Ed è questo che avrà pensato Danilo ... in un letto di ospedale quando in una notte di primavera tra il 22 e il 23 maggio del 2009, mentre era seduto sul divano di casa sua e guardava in tv un documentario sui vichinghi, ha avvertito un dolore forte ... sua moglie Chiara, ha avuto la prontezza, di prenderlo, di trascinarlo verso la macchina e di portarlo all'ospedale più vicino. Da lì vista la gravità della situazione è stato trasportato ad Asti. Il dolore era sempre più lancinante ... viene operato d'urgenza di angioplastica. Danilo: " mentre mi portavano nella sala chirurgica, vedevo medici e infermieri con i camici verdi intorno a me e in quel momento l'unica cosa che volevo era la mano di Chiara che stringeva la mia ... il successo ... non contava più niente" ... L'operazione gli salva la vita ... un ritardo di dieci minuti sarebbe potuto essere fatale per lui ... passano due giorni e c'è bisogno di una nuova angioplastica ... anche questa volta va tutto per il meglio ... Danilo: " mi sento un miracolato". Ma la paura più grande arriva quando parlavano già di dimetterlo ... terza operazione d'urgenza, in cinque giorni, dopo una trombosi. I medici cercano di sdrammatizzare e di tranquillizzarlo quando lo rivedono in sala ... supera anche quest'altra prova ... Danilo: " Quando ti risvegli ti senti felice di esssere vivo. Io credevo di essere invincibile. Sbagliavo ... ho ricevuto tante dimostrazioni di affetto da tanti che non pensavo" ... Finalmente arriva il rientro a casa circondato dall'affetto dei suoi famigliari e amici ... ma anche dall' amore del suo pubblico ... non passa giorno che non gli arrivano fiori, lettere, regali di ogni tipo. Scopre che molti hanno sofferto con lui in quella brutta settimana ... Pian piano tra un controllo e l'altro Danilo riprende possesso della sua vita e quando i sanitari a distanza di tre mesi dalla malattia ... gli dicono che può tornare per un'ora a sera a cantare ... lui si ripresenta al pubblico di Castagnole Lanze, in una giornata di fine estate con l'umiltà che lo controdistingue ... "perchè l'umiltà è quel piccolo elemento che fa la differenza". Viene accolto con applausi e cori. A qualcuno, l'emozione di rivederlo fa scendere una lacrima ... Davanti al palco ci sono a "tifare" per lui anche i medici e gli infermieri che lo hanno curato. La sua voce dolce ma nello stesso tempo grintosa riprende possesso del palco e quando canta "Asia" raggiunge l'apoteosi. Un insieme di emozioni esplode dentro tutti, compreso Danilo, molti notano i suoi occhi commossi! Danilo: "pensavo che non avrei più salito quella scaletta" ... E invece la scaletta dopo Castagnole l'ha risalita e sempre con maggiore amore e stima da parte del pubblico nei confronti di un grande artista, ma soprattutto di un grande uomo!
Un grazie è DOVUTO a Danilo per aver donato tanta gioia a tanti anche se ancora non al 100%.
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Danilo a tre mesi dalla malattia sale di nuovo sul palco, anche se "part time" ... solo per un'ora a sera e dice ... DANILO: <Grazie di avermi aspettato ... grazie di aver avuto una grande pazienza. Io ci provo. Grazie! Sarebbe troppo lungo raccontare ciò che è stato, per questo preferisco parlare di ciò che sarà, grazie per avermi aspettato. Dio vi benedica e buon sangue al cuore.
Pultroppo il mio motore mi dice che devo fermarmi quì, devo ancora completare il rodaggio, grazie a tutti per la vostra pazienza e per il vostro perdono, qualinque cosa accade ... non bisogna mollare mai! Spero solo di avervi tenuto compagnia; per ora non posso ancora spingere al 100%. Io ci ho solo provato. Giuro che massimo,massimo,massimo per Novellara sarò al 100% quindi dai, manca poco, manca poco. Massimo Novellara sono al 100%. Per adesso devo, devo...beh, ho smesso di fumare, quindi mi sto già trattando meglio, caspita!?! Per cui niente, io veramente non so cosa dire... Lo giuro su quello che volete: io questa sera ho guadagnato 10 anni di vita. Grazie. Grazie per tutto ciò che è stato, per ciò che sarà, per il futuro che ci attende, per il cammino che dobbiamo ancora fare insieme che sarà, io spero, ancora molto, molto lungo. Personalmente, ripeto, ce la metterò tutta.Ci vuole solo un pò di pazienza, ma siamo lì, siamo lì!Signori: Dio vi benedica! GRAZIE! »
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Danilo a Castagnole Lanze, a fine estate 2OO9 PROMISE al suo pubblico, che lo stava osannando ... che a Novellara sarebbe tornato al 11O% E sicccome Danilo è solito mantenere le promessse importanti ... è proprio quello che ha fatto ... anzi sentendo i commenti del pubblico, ha dato piu' del massimo. Danilo ha portato a vivere, a coloro che hanno partecipato al Tributo di Novellara, delle sensazioni e delle emozioni indescrivibili: con la sua voce possente e con la sua arte, ha fatto vibrare il tendone! Ha messo a disposizione di tutti la sua anima ... in modo particolare, quando ha cantato "Trovare Dio" ... in molti: uomini e donne, hanno pianto!
foto di Gabriele Trentini <<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<<< Arriviamo a San Remo 2O1O di nuovo i Nomadi, protagonisti della manifestazione musicale italiana piu' importante. Si sa, Danilo non la ama particolarmente ... ma lui è un grande professionista, e ci mette l'anima in tutto ciò che fa ... questo i fans lo sanno bene, e quindi hanno aspettato con trepidazione la sua "performance." Molti non avevano capito che i Nomadi avrebbero solo accompagnato, la figlia di Zucchero, in un brano dal titolo "Il mondo piange." E così in parecchi sono rimasti stupiti ... e si sono posti delle domande ... quando hanno visto che Danilo, è intervenuto con la sua potente e immensa voce solo nel finale, per dieci secondi scarsi ... Ma quegli attimi, sono bastati per far tremare l'Ariston ... e per far cambiare musica ... L'umiltà, di un uomo e la grandezza di un artista, si notano anche da questi particolari! Un commento su tutti, quello di Maurizio Costanzo: " Il nomade, ha una voce straordinaria!"
Foto di gabriele Trentini
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