LE ATTIVITA' E LE INIZIATIVE
MENO TECNOLOGIA E PIU' SPIRITUALITA'

Il Tibet ha colpito particolarmente,
perché è un polmone di cultura e fede.
Se questa cultura fede andassero perdute,
credo che il mondo ne risentirebbe moltissimo.
E, purtroppo, questa perdita è già in atto,
perché i cinesi con la loro repressione hanno distrutto
gran parte dei monasteri e deportato tantissima gente.
Pur vivendo nell’epoca dei mass media,
del Tibet si conosce poco e soprattutto
non si sa della repressione che ha subìto e sta ancora subendo.
Purtroppo, se non passa in televisione,
la gente pensa che queste cose non esistano...
Invece eccome se esistono:
c’è un popolo che sta soffrendo da decine di anni
e ci sono stati già più di un milione e 200 mila morti.
Allora bisogna
testimoniare ciò che sta accadendo.
Bisogna fare prima di tutto una campagna di informazione.
Il Tibet per è importante, anche perché
ho conosciuto sua santità il Dalai Lama,
una persona che mi ha colpiti molto.
Mi ha stupito la sua dolcezza,
mi ha stupito la sua tenerezza incredibile.
Egli è il capo spirituale - e anche politico - di un popolo
che è stato massacrato.
Ci si chiede come faccia a mantenere la scelta
per la nonviolenza, a voler seguire con il suo popolo questa strada,
qualunque cosa accada.
Questa è la cosa che più mi ha impressionato».
Il Dalai Lama ha una spiritualità ed un sorriso grandissimi...
Mi ha colpito molto quando ha detto
“si deve perdonare, ma non si deve dimenticare”.
È stato un incontro incredibile, di oltre un’ora,
e non è comune poter avere un incontro così lungo con lui,
premio Nobel per la Pace, capo spirituale e politico di una nazione.
Quando eravamo là,
c’era con noi un amico carissimo, di Reggio Emilia,
che subito ha detto:
“Bene, possiamo organizzare una manifestazione
davanti all’ambasciata cinese...”
. Ma Dalai Lama ha risposto:
“No! Non fate queste cose, non c’è bisogno...
Noi vinceremo con il sorriso...”.
E lui ti accoglie con questo sorriso che,
da solo, ha la grande prerogativa di farti stare bene
e di metterti a tuo agio.
Non so se sia lui come persona o ciò che rappresenta, ma è così.
Vale la pena di portare avanti questa causa.
Noi, con la musica, crediamo di poter fare qualcosa».
C’è un’altra frase che, secondo me,
fotografa bene quello che è il Dalai Lama.
Egli è soprattutto un capo spirituale,
il capo spirituale dei buddisti tibetani mahayana.
E proprio lui dice: “Non dovete cambiare religione.
Non cambiate religione:
le religioni sono tutte positive. Cambiate voi stessi!”».
Questo è un punto da mettere in evidenza:
il buddismo mahayana non ha mai cercato di fare proselitismo.
Ed è bello che questo stesso principio sia stato ripetuto
anche da Duane, sciamano e capo spirituale della tribù sioux dakota.
Anch’egli ha detto:
“Non dovete cambiare religione per cercare qualcosa di diverso.
Per cercare una maggiore armonizzazione, cambiate voi stessi”.
Lo stesso concetto espresso da due persone completamente diverse,
che vivono a migliaia di chilometri di distanza».
Quando si incontrano culture così lontane dalla nostra,
è importante lasciare completamente a casa i preconcetti di uomo europeo.
Soltanto aprendo il cuore si può riuscire a capire
quello che queste persone hanno da dire.
I tibetani hanno fatto una scelta opposta della nostra:
noi abbiamo demandato tutta la nostra vita alla tecnologia:
più tecnologia, meno spiritualità...
Essi hanno fatto l’esatto opposto:
meno tecnologia, più spiritualità.
Di conseguenza noi siamo convinti di essere avanzati,
perché abbiamo il telefonino, la macchina eccetera...
In realtà poi non è così:
conoscendo bene le loro opinioni e le loro idee,
credo che il vero progresso sia il loro,
perché progrediscono dentro e non fuori.
Io sono convinto, ad esempio, che la scienza e la medicina europee
si avvicineranno sempre di più a questa cultura, perché ha molto da insegnarci».
Per me questo incontro è stato importante soprattutto
perché ogni cultura, diversa dalla tua,
ti arricchisce molto, se tu ovviamente tu non la rifiuti.
E questo è già essenziale.
Si dovrebbe imparare ad accogliere tutte le diversità,
ad avere voglia di confrontarsi.
La fusione delle culture, prendendo il meglio da ciascuna,
credo che sia l’unica salvezza del mondo.
E la cultura tibetana è una delle più importanti e antiche.
Se la salviamo, salviamo anche una parte di noi stessi».
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DANILO SACCO E LA MOSTRA DI BENEFICIENZA
Massimo Cotto, giornalista musicale tra i più noti e preparati,
ha avuto l'idea di organizzare una mostra a scopo benefico in Val d'Aosta,
lo scorso 24 settembre e andrà avanti fino al 22 novembre 2009.
I protagonisti di questo progetto sono tanti artisti italiani e stranieri,
tra i più famosi: Tiziano Ferro, Renga, Laura Pausini, Luca Carboni,
Cristicchi, Jovanotti, Vecchioni, tanti altri e ... DANILO SACCO.
L'inedita mostra si chiama "In my secret life voci su tela dal mondo
della musica".
Cotto dice: " E' stata una sfida molto bella, con alcuni è stato facile,
con altri meno, perchè c'era la paura di mettersi in gioco".
La mostra che si tiene al Forte di Bard ed è a ingresso gratuito,
presenta dipinti e figurazioni create dagli artisti menzionati,
con l'obiettivo di far trasparire gli aspetti segreti della loro natura.
E poteva non esserci Danilo ... quando si tratta di solidarietà
è sempre il primo ad accorrere ...
Danilo dichiara:
" io di vesti segrete ne ho tante - ma non so assolutamente disegnare.
Quando Massimo Cotto mi ha chiesto di fare qualcosa
per questa mostra mi sono divertito
anche se il mio è un risultato drammatico: sono contento di aver contribuito",
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LA LEGGENDA DI UN POPOLO ....................
Sono venuto al mondo con la pelle color bronzo.
Molti miei amici sono nati con la pelle gialla, nera o bianca.
Ci sono fiori dai colori diversi ed ognuno di essi è bello.
Io spero che i miei figli vivano in un mondo in cui
tutti gli uomini, di ogni colore, vadano d'accordo
e lavorino insieme, senza che la maggioranza......
cerchi di uniformare gli altri al proprio volere".
(Tatanga Mani - capo tribù Apache)
"La vostra gente stima gli uomini quando sono ricchi:
perchè hanno molte case, molta terra, molte squaw, non è così?
Bene, diciamo allora che il mio popolo mi stima perchè sono povero.
Questa è la differenza." (Sitting Bull, 1877)
Per noi i guerrieri non sono quello che voi intendete.
Il guerriero non è chi combatte,
perchè nessuno ha il diritto di prendersi la vita di un altro.
Il guerriero per noi è chi sacrifica se stesso per il bene degli altri.
E' suo compito occuparsi degli anziani, degli indifesi,
di chi non può provvedere a se stesso e s...oprattutto dei bambini,
il futuro dell'umanità.
[Tatanka Yotanka (1831 - 1890) Capo tribù Sioux ]

Di DUANE, l'amico pellerossa di Danilo Sacco ...
ne abbiamo parlato parecchio ...
ora è di nuovo nella sua terra e,
con la sua gente.
Molto gli è stato dato, durante il suo soggiorno
piemontese.
Grazie alla generosità di Danilo e di molti altri.
Ma le condizioni di vita di quel popolo,
sono veramente disagiate, ai limiti della sopravvivenza.
Per questo, passata la curiosità, non dobbiamo dimenticarci
di loro.
Come fans - club, abbiamo deciso di fare qualcosa per Duane.
Perciò se qualcuno di quelli che leggono,
vuole darci una mano, anche se non iscritto al fans - club,
può contattarmi con una mail ...
Le parole non bastano ... bisogna fare i fatti!

TUTTO SULLA VISITA DI DUANE DA DANILO
CLICCA QUI
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DANILO:
"Leggendo i testi induisti, buddhisti, o il corano
non si scoprono grandi differenze con la bibbia,
o il vangelo. Perchè come dicono gli Indiani D'America:
" DIO STA DENTRO NOI STESSI
E IN OGNI COSA CHE FACCIAMO".
POESIA SCRITTA DA UN'INDIANA DELLA TRIBU' DEGLI ORIAH NEL 1890
Non mi interessa cosa fai per vivere,
voglio sapere per cosa sospiri,
e se rischi il tutto per trovare i sogni del tuo cuore.
Non mi interessa quanti anni hai,
voglio sapere se ancora vuoi rischiare
di sembrare stupido per l'amore,
per i sogni, per l'avventura di essere vivo.
Non voglio sapere che pianeti munacciano la tua luna,
voglio sapere se hai toccato il centro del tuo dolore,
se sei rimasto aperto dopo i tradimenti della vita,
o se ti sei rinchiuso per paura del dolore futuro.
Voglio sapere se puoi sederti col dolore, il mio o il tuo;
se puoi ballare pazzamente
e lasciare l'estasi riempirti fino alla punta delle dita
senza prevenirci di cautela,
di essere realisti, o di ricordarci le limitazioni degli esseri umani.
Non voglio sapere se la storia
che mi stai raccontando sia vera.
Voglio sapere se sei capace di deludere un altro
per essere autentico a te stesso,
se puoi subire l'accusa di un tradimento e,
non tradire la tua anima.
Voglio sapere se sei fedele e quindi di fiducia.
Voglio sapere se sai vedere la bellezza
anche quando non è bella tutti i giorni,
se sei capace di far sorgere la tua vita
con la tua sola presenza.
Voglio sapere se puoi vivere
con il fracasso, tuo o mio,
e continuare a gridare all'argento di una luna piena.
Non mi interessa sapere dove abiti o quanti soldi hai,
mi interessa se ti puoi alzare dopo una notte di dolore,
triste o spaccato in due,
e fare quel che si deve fare per i bambini.
Non mi interessa chi sei,
o come hai fatto per arrivare quì,
voglio sapere se sapresti restare
in mezzo al fuoco con me, e non retrocederai.
Non voglio sapere cosa hai studiato,
o con chi o dove,
voglio sapere cosa ti sostiene dentro,
quando tutto il resto non l' ha fatto.
Voglio sapere se sai stare da solo con te stesso,
e se veramente ti piace la compagnia
che hai nei momenti vuoti.
DANILO:
"Nonostante quello che hanno subito,
sono più vivi dei loro dominatori".
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Danilo sente particolarmente "sua" la causa tibetana
e non perde mai occasionedi ricordare un popolo a cui
è negata la libertà.
Danilo è anche tra i sostenitori della
Casa del Tibet di Votigno di Canossa.

